
Ieri sera per la prima volta ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo i
Mercanti di Liquore.
Sono rimasto davvero molto sorpreso da questo gruppo e piacevolmente colpito dalla loro bravura, nonchè dalla bellezza dei testi.
Prima del concerto avevo ascoltato molto sommariamente i cd che
Silvia, speranzosa, mi aveva prestato nel tentativo di "indottrinarmi". Il tentativo è stato un fiasco: "Sputi" mi ha decisamente lasciato perplesso e Silvia ha ammesso di aver sbagliato a farmi ascoltare per primo questo cd. La situazione è migliorata con "Live in Dada", ma che ascoltato in sottofondo mentre facevo altro non mi ha entusiasmato come avrebbe dovuto. Colpa mia!
Dunque ieri sera, ad Osnago, sono arrivato con poche aspettative, con l'idea di accompagnare Silvia ad un concerto che sapevo per lei molto importante. E invece mi sono divertito, entusiasmato, emozionato ed esaltato!
I Mercanti di Liquore devono molto a
De Andrè: testi impegnati, versi di vera e propria poesia, le ballate coinvolgenti. Ma non sono di certo una semplice imitazione del cantante genovese. Lo stile dei Mercanti riesce a rimanere personale e vivace, e la continua evoluzione della ritmica e delle tematiche è dovuta anche alla lunga collaborazione con quel genio di
Paolini. Storie messe in musica di persone umili e semplici diventano qualcosa di più, un esempio, un significato più grande da interpretare. La dolcezza dell'ingenuità dei personaggi desciritti si intreccia ai temi cardine del dopoguerra italiano, lasciando anche spazio a pezzi di delicata ironia, puro divertimento o satira sottile.
Se a tutto questo si aggiunge una perfetta sintonia tra i tre componenti del gruppo, si ottiene un concerto con i fiocchi. Il cantante, Lorenzo Monguzzi, abbina ad una voce potente e mai stanca (anche dopo quasi due ore di concerto) una presenza scenica non da poco, grazie ad una mimica coinvolgente e ad un'espressività affascinante. Il chitarrista\bassista Simone Spreafico è bravissimo, discreto negli accompagnamenti e sconvolgente negli assoli. Piero Mucilli alla fisarmonica è "quel qualcosa in più", non cade mai nel clichè del giocondo suonatore di fisarmonica da sagra di paese ma anzi ricava dallo strumento un suono molto delicato e d'atmosfera.
Anche il pubblico era fantastico! Appassionati, coinvolti, felici, conoscevano tutte le canzoni a memoria e le cantavano a squarciagola, merito anche di Lorenzo che con la sua simpatia ha fatto saltellare, ballare e, quando sapevo le parole, cantare persino me!
Grazie, Silvia, per avermi fatto conoscere questo gruppo, per avermi portato a questo concerto, per esserti lasciata trasportare dalla musica senza vergogna e per costringermi ogni volta a cambiare idea sui miei fin troppi pregiudizi (vedasi Harry Potter!).
Da ricordare:
Silvia che balla
"Sono apparso alla Madonna"
Eh...Oh...ahahahAH
Soldatino canta canta
La birra buonissima
Il libro comprato
Il cartellone staccato e portato di corsa a casa!
Se non c'è più la luna a farci compagnia e il cielo ha il colore della dissenteria
ti scrivo una poesia che ferma il dolore, ti proteggerà da brutte parole
Ci vogliono tristi per farci contenti, ci fanno sognare i loro diamanti
ci vogliono fermi per prendere la mira, noi diventeremo una giostra che gira
El pueblo entiende la poesia ( altrochè! altrochè! )
El pueblo entiende la poesia ( se ce n'è! se ce n'è! )
El pueblo entiende la poesia ( altrochè! altrochè! )
El pueblo entiende la poesia ( sempre che ce ne sia! )
Se non c'è più bisogno dei pazzi e dei briganti e pochi sono i belli e i brutti sono tanti
ti scrivo una poesia che apre la porta, ti segnalerò i fiori di carta
Ci vogliono lenti per correre avanti, ci fanno ascoltare i loro cantanti
ci vogliono fermi per prendere la mira, noi diventeremo una giostra che gira
El pueblo entiende la poesia ( altrochè! altrochè! )
El pueblo entiende la poesia ( se ce n'è! se ce n'è! )
El pueblo entiende la poesia ( altrochè! altrochè! )
El pueblo entiende la poesia ( sempre che ce ne sia! )
El pueblo entiende la poesia, el pueblo entiende la poesia...