
Ieri erano presenti in aula 102 dell'Università Statale di Milano
Wu Ming 2 e Wu Ming 4. Argomento della lezione aperta era la storiografia moderna. "L'unica alternativa per non subire una storia è raccontarne altre mille". Wu Ming ha portato avanti la tesi secondo la quale in una società in cui si è sempre più incapaci di ragionare storicamente, in cui i mezzi di comunicazione tendono ad appiattire ogni avvenimento alla sua contemporaneità, si è persa la capacità di ragionare a tutto tondo, guardando anche in dietro, al passato. Inoltre hanno spiegato l'argomento tolkieniano della mitopoietica, raccontando la storia della battaglia di Maldon per poi ribaltarla completamente esponendo l'analisi critica compiuta da Tolkien con il suo "Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm".
Infine hanno spiegato che quello che fanno loro è analizzare i luoghi bui della storia, in modo da poter inventare qualcosa che potrebbe essere avvenuto, ma di cui non abbiamo testimonianza, comparando il loro lavoro ad un esploratore che prende un sentiero (il racconto pseudostorico) che costeggia un'autostrada (la storia).
Nel dibattito seguente, la domanda più interessante è stata quella di un professore di stori moderna che ha apprezzato i loro libri, ma che si è dichiarato contrario al messaggio esposto durante questa breve conferenza, poichè è sì giusto, e anche interessante, esplorare criticamente e con fantasia la storia, ma il racconto non si può e non deve sostituirsi alla storiografia, perchè il rischio è quello di creare falsità storiche nocive, pericolose, come coloro che affermano che il genocidio degli ebrei non è mai avvenuto.
Infine, una mio dubbio: non conosco bene Wu Ming, ma da quanto ho capito sono un collettivo di scrittori che lasciano i propri libri anonimi per svincolare l'opera dall'autore. Ma allora l'essere apparsi in pubblico non vanifica il loro intento? E poi, la loro opera è mai stata davvero svincolata dal loro nome? Perchè un nome ce l'hanno, non si chiamano Moccia, non si chiamano Terry Brooks, ma si chiamano Wu Ming. Molta gente non legge i loro libri esclusivamente perchè sono belli e interessanti (che sarebbe quello che loro vorrebbero rendendosi anonimi), ma perchè un collettivo di scrittori che non appare in pubblico e sceglie di rimanere anonimo fa scalpore quasi più di uno scrittore che piazza il proprio nome a caratteri cubitali sulla copertina, fa comparsate in tv e pubblicizza il proprio libro lanciando volantini da un aereo.
O no?