
Sto provando a scrivere un
fantasy, ma ho un piccolo problema: non mi piacciono i fantasy! O meglio, mi piace l'idea che sta dietro, mi piacciono i mondi immaginari, i personaggi leggendari, le storie colme di elementi immaginifici.
Cosa non mi piace? Non mi piace come i fantasy vengono scritti. Io sono un appassionato di
Tolkien, che fantasy non è ma che del fantasy è padre. Da Tolkien ad oggi in molti si sono cimentati nell'inventare storie di orchi, elfi, nani ed eroi, ma alla fin fine è sempre la stessa storia.
E' da tanto che cerco di capire cosa mi renda così... detestabili... i libri fantasy, e forse sono giunto ad una conclusione:
i colori. Prendiamo i due opposti:
Tolkien e
Brooks. Immaginiamo che siano due illustratori e guardiamo i loro disegni. Bene, Tolkien ha disegnato degli alberi a matita, abbozzandone i colori con un lieve pastello, Brooks ha disegnato un drago e l'ha colorato con dei pennarelli, alle volte uscendo dai contorni. Ed inoltre ora come ora abbiamo tantissimi autori fantasy che "colorano con photoshop". Non c'è niente di male, ma mi fanno vedere troppi dettagli, esagerano. Se leggo un fantasy mi aspetto che la mia immaginazione sia stuzzicata, che un personaggio sia misterioso, che un luogo sia evocativo e che io possa spaziare e divertirmi a riempire gli spazi vuoti del racconto. Non voglio essere frainteso: Tolkien mette nelle sue storie tantissime descrizioni ed altrettanti dettagli, la differenza è, come ho detto prima, che non li carica di colore e mi lascia spazio.

Sinceramente, quale cartone animato è più evocativo (a prescindere dalla storia):
Robin Hood o
Madagascar?
Come mai ora che ogni singolo cartone animato è fatto in computer graphic,
Miyazaki stupisce tutti per la bellezza di
Ponyo? Secondo me il segreto sta nell'
eleganza. Quale personaggio in tre dimensioni ha la profondità del
Cantagallo? Quale cartone animato di ora è più visionario di
Alice nel paese delle meraviglie?
Non sono un tradizionalista, mi piacciono i videogame dalla grafica ultra realistica, mi piacciono i nuovi stili di disegno nei fumetti e così via.
Ma se uno scrittore fantasy si lascia andare ad usare colori sgargianti nella sua storia, ne sono disturbato.
Ecco quello che mi prometto di non fare nel provare a scrivere un fantasy:
-Niente effetti speciali, niente esagerate formule magiche che lanciano incantesimi coreografici. E' un fantasy, non dragonball!
-Niente nomi altisonanti.
-Niente città o luoghi improbabili. Credo che lo stupore sia dato dalla verosimiglianza, il troppo stroppia.
-Niente confraternite, associazioni, gilde, società segrete.
-Niente personaggio predestinato.
-Niente protagonista prima povero e sfigato e poi grande guerriero.
-Niente armi alla Conan il barbaro (il film, non il libro).
-Niente combattimenti da film.
-Niente maxiguerra contro il Nemico Numero Uno.
-Niente Nemico Numero Uno.
-Niente servi del Nemico Numero Uno.
-Niente compagnia eterogenea (nano, elfo, stregone, razza inventata e due umani). Funziona benissimo in Tolkien, ma basta.
-Niente cavalieri dei draghi.
-Niente profezia.
Per ora mi viene in mente questo. Sono gli elementi dei nuovi fantasy che più detesto. Quando leggo un fantasy ho sempre la sensazione che prima o poi il protagonista lanci i dadi per il tiro salvezza.
Insomma, voglio scrivere un fantasy... a pastello. Non come Tolkien eh! Per rimanere in tema pittorico, Il
Signore degli Anelli è un bellissimo affresco, il fantasy moderno è un murales in metropolitana e io sarei contento se riuscissi a fare un bel disegnino ornamentale sulla parete!
Mi piacerebbe tornare al fiabesco, al leggendario e lasciarmi alle spalle il fantasy.