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Le menti ragionevoli non vacillano nel sospetto di soffrire morte e infamia per ciò che è retto
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domenica, 14 giugno 2009

E allora pubblichiamo!

In seguito alle richieste ho deciso di pubblicare i primi capitoli del "romanzo" su un blog privato. Alcuni di voi troveranno l'invito nella loro casella di posta.
Se siete interessati a leggere questa mia prova di scrittura può commentare questo post richiedendo l'invito.
Buona lettura!
- Elderion così ha scritto -
- in data 01:37 -
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domenica, 10 maggio 2009

Star Trek

Il padre di Lost torna a giocare con il tempo in questo suo Star Trek, e lo fa davvero bene! Nel film ci sono tanti di quei piani temporali diversi, che a ripensarci mi è venuto il mal di testa!
Riassumo: il futuro della terra è il presente del film. Il presente del film è il passato della serie televisiva. Il flashback iniziale è il passato remoto del presente del film, e si intreccia con il futuro del telefilm. Poi ci sono le infanzie contrapposte di Kirk e Spock che portano al presente del film. Nel presente del film Kirk deve fare i conti con la minaccia del futuro che aveva ucciso suo padre nel passato, ma intanto questa minaccia è invecchiata nel presente. Ed infine, il futuro del futuro.
Ma la cosa più sorprendente è che la sceneggiatura non si perde e il tutto è molto ben sviluppato. L'intreccio è agilissimo e il film scorre dall'inizio alla fine che è un piacere.
I personaggi sono davvero ben caratterizzati, dal comandante al macchinista. In due ore di film Abrams riesce a dirci vita, morte e miracoli di tutti, delinearne le psicologie e farli anche evolvere.
Il pericolo di rendere Kirk il solito personaggio odioso, quello che risolve tutto e che sa tutto, è stato sapientemente aggirato facendo del prossimo capitano uno sbandato dal fine umorismo.
Spock ha acquisito profondità anche grazie alla grande prova d'attore di Zachary Quinto, che passa dall'algida superiorità vulcaniana alla rabbia omicida e psicoide di Sylar pur rimanendo credibilissimo.
Ma tutto il cast è di qualità elevata. Stupendi gli effetti speciali, che più che stupire con luci ed esplosioni puntano a lasciare a bocca aperta di fronte alle immagini mastodontiche di navi e pianeti. Ottima la fotografia, che più di una volta mi ha stupito.
E ora un commento da appassionato di Star Trek. Ho letto che questo film stravolge quelli che erano i punti fermi della serie, io non credo. A parte che, ad oggi, un'evoluzione ci vuole. Ci sono sì parecchi combattimenti in questo film, ma non è di certo il tema centrale. Centrali sono i personaggi, come lo erano nella serie. Se nel telefilm c'erano pochi combattimenti, è anche perchè all'epoca era complesso renderli su schermo. Eppure ricordo che Kirk non sdegnava di menare le mani.
Ho apprezzato tantissimo l'estrema somiglianza dei personaggi con quelli della serie originale. Somiglianza che non si riduce solo alla fisionomia, ma anche alla gestualità, sintomo di uno studio approfondito da parte del regista. Per non parlare delle frasi storiche che strappano anche qualche lacrimuccia. Non voglio rovinare la sorpresa, ma dico solo che alla fine mi son venuti i brividi e mi son ritrovato bambino con mio padre a vedere Star Trek sul divano.

Chicca finale, il dettaglio che trasforma il film in un capolavoro, a mio parere. Credo che Abrams sia l'unico dopo Kubrik ad aver capito che nello spazio non ci sono rumori, nè manovre strane delle navicelle. Niente suoni, niente virate ed inseguimenti. E la citazione a 2001 Odissea nello Spazio, con Kirk nello spazio aperto e l'unico suono udibile è il suo respiro affannoso, è davvero spettacolare.
- Elderion così ha scritto -storie su pellicola
- in data 12:43 -
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giovedì, 26 marzo 2009

Il fantasy a colori

Sto provando a scrivere un fantasy, ma ho un piccolo problema: non mi piacciono i fantasy! O meglio, mi piace l'idea che sta dietro, mi piacciono i mondi immaginari, i personaggi leggendari, le storie colme di elementi immaginifici.
Cosa non mi piace? Non mi piace come i fantasy vengono scritti. Io sono un appassionato di Tolkien, che fantasy non è ma che del fantasy è padre. Da Tolkien ad oggi in molti si sono cimentati nell'inventare storie di orchi, elfi, nani ed eroi, ma alla fin fine è sempre la stessa storia.
E' da tanto che cerco di capire cosa mi renda così... detestabili... i libri fantasy, e forse sono giunto ad una conclusione: i colori. Prendiamo i due opposti: Tolkien e Brooks. Immaginiamo che siano due illustratori e guardiamo i loro disegni. Bene, Tolkien ha disegnato degli alberi a matita, abbozzandone i colori con un lieve pastello, Brooks ha disegnato un drago e l'ha colorato con dei pennarelli, alle volte uscendo dai contorni. Ed inoltre ora come ora abbiamo tantissimi autori fantasy che "colorano con photoshop". Non c'è niente di male, ma mi fanno vedere troppi dettagli, esagerano. Se leggo un fantasy mi aspetto che la mia immaginazione sia stuzzicata, che un personaggio sia misterioso, che un luogo sia evocativo e che io possa spaziare e divertirmi a riempire gli spazi vuoti del racconto. Non voglio essere frainteso: Tolkien mette nelle sue storie tantissime descrizioni ed altrettanti dettagli, la differenza è, come ho detto prima, che non li carica di colore e mi lascia spazio.
Sinceramente, quale cartone animato è più evocativo (a prescindere dalla storia): Robin Hood o Madagascar?

 Come mai ora che ogni singolo cartone animato è fatto in computer graphic, Miyazaki stupisce tutti per la bellezza di Ponyo? Secondo me il segreto sta nell'eleganza. Quale personaggio in tre dimensioni ha la profondità del Cantagallo? Quale cartone animato di ora è più visionario di Alice nel paese delle meraviglie?
Non sono un tradizionalista, mi piacciono i videogame dalla grafica ultra realistica, mi piacciono i nuovi stili di disegno nei fumetti e così via.
Ma se uno scrittore fantasy si lascia andare ad usare colori sgargianti nella sua storia, ne sono disturbato.
Ecco quello che mi prometto di non fare nel provare a scrivere un fantasy:

-Niente effetti speciali, niente esagerate formule magiche che lanciano incantesimi coreografici. E' un fantasy, non dragonball!
-Niente nomi altisonanti.
-Niente città o luoghi improbabili. Credo che lo stupore sia dato dalla verosimiglianza, il troppo stroppia.
-Niente confraternite, associazioni, gilde, società segrete.
-Niente personaggio predestinato.
-Niente protagonista prima povero e sfigato e poi grande guerriero.
-Niente armi alla Conan il barbaro (il film, non il libro).
-Niente combattimenti da film.
-Niente maxiguerra contro il Nemico Numero Uno.
-Niente Nemico Numero Uno.
-Niente servi del Nemico Numero Uno.
-Niente compagnia eterogenea (nano, elfo, stregone, razza inventata e due umani). Funziona benissimo in Tolkien, ma basta.
-Niente cavalieri dei draghi.
-Niente profezia.

Per ora mi viene in mente questo. Sono gli elementi dei nuovi fantasy che più detesto. Quando leggo un fantasy ho sempre la sensazione che prima o poi il protagonista lanci i dadi per il tiro salvezza.

Insomma, voglio scrivere un fantasy... a pastello. Non come Tolkien eh! Per rimanere in tema pittorico, Il Signore degli Anelli è un bellissimo affresco, il fantasy moderno è un murales in metropolitana e io sarei contento se riuscissi a fare un bel disegnino ornamentale sulla parete!

Mi piacerebbe tornare al fiabesco, al leggendario e lasciarmi alle spalle il fantasy.
- Elderion così ha scritto -io me medesimo, coltivare cultura, storie di carta
- in data 21:59 -
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domenica, 08 marzo 2009

Il libro tra crisi e digitale

Leggendo il Domenicale del Sole 24 Ore ho avuto la sensazione che il pessimismo riguardo questa crisi stia dilagando anche nel mondo dei libri e dell'editoria.
Sinceramente, per la prima volta mi sento toccato, seppur indirettamente, da questa "paura" generale.
La vendita di libri è calata del 10% rispetto all'anno scorso. 10%, è tanto, forse troppo, soprattutto se si pensa a quanto sia lenta la macchina dell'editoria. Un libro nasce nella mente dell'autore, poi lentamente prende forma sulle pagine scritte ed infine, ancora più lentamente, viene editato e pubblicato. Il problema è che quel 10% in meno è un peso che grava sugli editori, che smettono di scommettere sulle novità.
E fanno bene, se un autore come Grisham ha visto il suo nuovo libro vendere il 30% in meno del precedente.
Io, perfetto sconosciuto, vorrei tanto sognare di pubblicare qualcosa. Già prima ero disilluso, ma ora le possibilità precipitano vertiginosamente, e non del 10%, e neanche di un Grishamico 30%: per me le possibilità calano del... 95%! E proprio ora che ho un'idea che mi soddisfa ed un soggetto che non si sta bloccando dopo la seconda pagina.

La risposta tutta americana a questa crisi del libro è, come sempre, il digitale. Google sta scannerizzando tutto lo scannerizzabile. Ha già 7 milioni di titoli e ha stanziato 125 milioni di dollari per pagare i diritti di TUTTI I LIBRI MAI PUBBLICATI. E credo sia solo l'inizio, perchè 125 milioni mi paiono "pochi". Fatto sta che, come ben nota il giornalista Stefano Salis, Google, facendo accordi con le grandi case editrici, sta obbligando le piccole ad adeguarsi. Aggiungiamo il Kindle di Amazon, nuovissimo super-lettore di ebook che riesce a farti portare in tasca ben 1.000 titoli (tra i 240.000 messi a disposizione), e abbiamo un quadro quasi completo della situazione.
Finora pensavo che il digitale non avrebbe mai preso il posto della carta stampata. Pensavo che il feticismo che un lettore incallito prova nel possedere l'oggetto libro, fatto di carta frusciante e copertine colorate, cartonate, illustrate, e chi più ne ha più ne metta, sarebbe sempre stato imperante. Ma quanti di noi si compiacciono nell'avere l'hard disk pieno di file mp3, quanti si vantano delle proprie fornitissime playlist, quanti si compiacciono della facilità con cui si preleva dalla rete qualsiasi cosa? Per non parlare del fascino che può suscitare un apparecchio come il Kindle, che con le sue funzioni aggiuntive (può leggere i giornali, scaricare le e-mail, vi si può impostare una voce che legge per te il libro, magari la voce del proprio attore preferito, o perchè no dello stesso autore) ha tutte le caratteristiche per diventare un oggetto di culto, come i cellulari o l'Ipod. Diavolo, attira anche me!
Però mi fa paura. Eh sì, perchè vi confesso che mi piacerebbe moltissimo aprire una libreria. Ho delle idee fantastiche sulla "mia libreria".
Non vorrei dover aprire un internet point, o sostituire gli scaffali con migliaia di prese usb.
- Elderion così ha scritto -io me medesimo, coltivare cultura, storie di carta
- in data 11:11 -
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mercoledì, 04 marzo 2009

La rivalsa dei fumetti

Che forse i comics stiano andando ad occupare il loro posticino d'onore anche in Italia? Che forse non si parli più di "roba da ragazzi" e si inizi a capire che il fumetto è un media completo, una vera e propria arte che riesce ad unire pittura e scrittura? Forse sì.

Corso di linguistica: un intero capitolo del libro di testo è dedicato alla lingua del fumetto.
Corso di letteratura italiana contemporanea: il professore cita diabolik, i bonelli e parla del fumetto come esempio di letteratura.
Laboratorio di editoria libraria: il direttore della Bur elenca il fumetto come genere letterario.

Dai, non è male!

A proposito... sì, ci fa lezione il direttore della Bur!
venerdì, 20 febbraio 2009

Secret Invasion

Io non ci ho capito niente di Secret Invasion sinceramente.
 
Forse perchè ho letto solo il numero 1, o forse perchè è scritto e disegnato in maniera pessima. Non lo so. Fatto sta che lo scrull Elektra è morto da un anno buono e ancora nessuno si è degnato di pensarci su un po'.

Stark ammette che non ci capisce una mazza in tutta questa storia e rivela il segretone ai due cervelloni della Marvel, i quali scoprono la verità in mezzo albo, dimostrando che le risorse strategiche skrull fanno davvero cagare. Ma chi aveva dubbi? Quelli sono lì dagli anni '70 ad escogitare un modo per conquistare la Terra, e hanno sempre fatto la stessa identica cosa! L'unica differenza questa volta è che sono riusciti a farsi scoprire un po' più tardi rispetto al solito. E tutti si stupiscono... ma de che?!
 
Inoltre, adesso, parliamoci chiaro. I personaggi del mondo Marvel sono anni che vengono attaccati di sorpresa, combattono contro alieni, mostri, fantasmi, esseri di altre dimensioni, dei e chi più ne ha più ne metta. Ora arrivano degli alieni che cambiano aspetto e fanno strage? Oh, belli, sveglia! Ma Dum Dum può morire così? Quello ha combattuto in guerra, ha coperto le spalle a Cap, ha aperto la strada a Fury... ok, quella ti ha colto di sorpresa ma non puoi farti infilzare così! Va bè, è morto. Mah.

Che figata che Jarvis è uno Skrull! Significa che zia May si è fatta un alieno verde dal quadruplo mento! Oddio, sempre meglio del matrimonio di Doc Oc.

Poi mi hanno fatto sorridere i computer di Stark che avvisano che il virus è alieno! Non so perchè, ma mi sembra assurdo che Stark abbia programmato quella frase. Oh sentite, mi suona strana e basta! Per non parlare del fatto che gli skrull usano ancora i floppy!

Per restare in tema "cose che mi fanno ridere", il virus attacca l'armatura e Tony vomita. Lo so che è colpa delle scosse elettriche, ma se poi fanno dire all'Uomo Ragno la frase "qualcosa l'ha infettato" io automaticamente penso che il virus sia intestinale! Il che spiegherebbe perchè nessuno toglie l'armatura ad Iron Man...

Devo dire che mi sto scervellando sulla scena finale in cui sbarcano dall'astronave gli eroi in stile anni 70... e quell'immagine mi fa temere il peggio. Giuro che se è come temo, non leggo più un fumetto Marvel.

Ora, parliamo dei disegni? No. Perchè mi son rotto dell'Uomo Ragno rachitico. E già il costume fa schifo, ma quando gli fanno le orecchie in rilievo rasenta il grottesco.

Ultimo pensiero: ma non sarebbe bellissimo se uno Skrull prendesse i poteri di Mistika mentre Mistika si sta trasformando in uno Skrull?!
- Elderion così ha scritto -piccola galleria degli orrori, ottava arte
- in data 23:46 -
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domenica, 15 febbraio 2009

Mi parli dei Normanni

Io: bene, i normanni, popolazione germanica dedita a pirateria e razzie, entra nella scena europea durante la seconda ondata di invasioni barbariche, cioè nel IX secolo, insieme a saraceni ed ungari, ma in maniera molto diversa...
Assistente: no, mi scusi... in che senso diversa?
Io: bè, avevano modalità di razzia ed espansione molto differente, per non parlare della cultura.
Ass: non mi risulta.
Io: ah... non so... a me è sembrato di capire così, probabilmente ho inteso male...
Ass: no, ma prego prego, mi spieghi perchè, "secondo lei", sarebbero così diversi.
Io: allora, innanzi tutto i ceppi culturali sono completamente diversi tra normanni, ungari e saraceni, ma soprattutto le modalità di razzia: ungari e saraceni attaccavano soprattutto a cavallo, con scontri brevi e mirati, mentre i normanni inizialmente intercettavano le rotte mercantili nel mar Baltico con le loro navi leggere ed agili, e già questo è sintomo di organizzazione e tecnica avanzata, inoltre poi si concentrarono addirittura nel conquistare villaggi costieri, piccole città ed insidiamenti.
Ass: mmm... non mi sembra questa gran differenza...
Io: ma come no? Mi scusi, lo dimostra il fatto che i saraceni riuscirono a conquistare bene o male solo l'Italia meridionale, gli ungari nulla mentre i normanni ottennero un vastissimo regno, Islanda, Groenlandia, Francia, Inghilterra, arrivarono nel mediterraneo, diedero fastidio all'impero bizantino...insomma...
Ass: mmm... sè.... comunque Islanda e Groenlandia erano vuote, non è stata questa grande impresa.
Io: O_o
Ass: cooomunque, passiamo oltre, và. Lei porta il programma di quanti crediti?
Io: 6, primo e secondo modulo.
Ass: e se le facessi una domanda sul terzo?
Io: non era in programma.
Ass: ah. Allora mi parli del Barbarossa.
Io: non era in programma il terzo modulo.
Ass: senta, io questa cosa non posso accettarla, o sa tutti e tre i moduli o io non la interrogo.
Io: so il programma da 6 crediti.
Ass: no, io questa cosa non posso accettarla, torni la prossima volta con tutto il programma.

...

Ecco come i Vichinghi hanno conquistato l'Europa. In fondo è stato un gioco da ragazzi!
martedì, 13 gennaio 2009

Questa volta, secondo me, sono stato bravo!

- Elderion così ha scritto -imbrattacarte
- in data 11:14 -
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venerdì, 09 gennaio 2009

Grazie, Wacom Bamboo Fun!

- Elderion così ha scritto -imbrattacarte
- in data 17:24 -
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lunedì, 22 dicembre 2008

18\12 leggo il Leggo

-Per Monica di piazza Cadorna: hai un sorriso e una femminilità.

-Da Me: amo il mio gatto e vorrei poter gridarlo dal centro del mondo!

-Ad antonella 62: segno particolare naso adunco, ti amo tanto.

-A mio favoloso campanelino di bosco: ti tocco il nasino e facio klink klonk, poi ti do un bacino, poi... a nn te lo dico, Si Sara merito dei tuoi 45 x i miei 35.

-Da una pesciolina a Fabio: non ti serve il mio nome, non ci conosciamo e cmq cosa vuoi sapere di me. Sono una simp mora!

Ottime basi su cui costruire un rapporto!

-Da Bonny a Clayd: sei una persona dolce e carino.

-A colei che scrive a Nino: dai delle descrizioni su di lui o di te, sai quanti ci chiamiamo Nino?

Ha ragione!
- Elderion così ha scritto -leggo il leggo
- in data 18:15 -
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